Fabrica Ecclesiæ
La ricomposizione del duomo di Sant'Andrea apostolo di Venzone
Atti del convegno tenutosi a Venzone il 28-29-30 settembre 1995


Saluto delle autorità


geom. Sergio Cescutti, sindaco di Venzone

Questo convegno, penso, possa e debba esaltare il lavoro svolto dai progettisti, dalla direzione dei lavori, dai consulenti artistici e dalle maestranze, per ridare alla storia ed alla cultura un luogo di culto e un monumento che quasi venti anni or sono pareva irrimediabilmente perso. Un saluto di benvenuto a mons. Giovanni Battista Della Bianca, al Sovrintendente alle Belle Arti di Udine arch. Franco Bocchieri, a tutte la autorità presenti e agli illustrissimi professori, studiosi ed operatori nel campo dell'arte e della cultura. Un benvenuto anche alle persone presenti a questo convegno.
Da sempre, dalla preistoria ai nostri giorni, l'uomo ha desiderato esprimere ed ha espresso il suo modo di vivere e la sua cultura, con delle immagini, con dei suoni, con degli scritti e con le costruzioni. Le chiese, gli antichi palazzi, i monumenti e le altre costruzioni nei nostri paesi sono quindi espressione della cultura, del modo di vivere sviluppatosi nei secoli, delle nostre genti. L'aver ricomposto il duomo di Sant' Andrea apostolo nelle sue strutture, con le sue pietre e con i suoi conci è indice di rispetto e di omaggio verso i nostri padri per la cultura e la capacità realizzativa che era loro ma che ora è anche nostra. Ecco quindi l'orgoglio della gente di Venzone per questo immane lavoro, ma orgoglio che deve essere non solo di Venzone ma di tutta la Regione e della Nazione, per aver ricostruito, anzi ricomposto questo duomo a testimonianza della cultura e degli avvenimenti della storia. Il notevole impegno della Pieve, della Sovrintendenza, degli operatori e delle maestranze, profuso poi nello studio e nell'applicazione delle tecniche di ricostruzione e di ricomposizione, è giusto sia valorizzato e riconosciuto nel suo concreto e reale valore. Penso quindi che questo convegno sia non un punto di arrivo, ma bensì un punto di partenza, un momento di riflessione sui risultati ottenuti a venti anni dal terremoto, per dare indicazioni per la valorizzazione e la tutela dei beni artistici ed architettonici sia di Venzone che dell'intera Nazione. Un plauso quindi ed un ringraziamento a tutte quelle persone che si adoperano in questa opera di sensibilizzazione e cultura a favore anche della gente. Auguro buon lavoro.

mons. Roberto Bertossi , pievano di Venzone

A nome della Pieve di sant'Andrea apostolo e della Fabbriceria del duomo, ed anche a nome dell'Associazione Amici di Venzone, porgo un saluto cordiale a tutti i partecipanti a questo convegno e, in particolare, ai rappresentanti delle istituzioni pubbliche: al Sovrintendente arch. Franco Bocchieri, al signor Sindaco di Venzone che ci ospita in questo magnifico palazzo. Vorremmo salutare anche il presidente dell'Amministrazione Provinciale di Udine, che pure doveva essere presente, per ringraziare anche l'Amministrazione Provinciale del finanziamento specifico che ha permesso l'organizzazione di questo convegno. Un saluto cordiale ai relatori ai quali dobbiamo chiedere venia per i disguidi causati dai tempi brevi di convocazione di questo convegno e che dobbiamo altresì ringraziare per la loro pronta disponibilità. La Fabbriceria, l'ufficio tecnico della stessa e la commissione tecnico-scientifica per la ricostruzione del duomo ad appena sette settimane dall'apertura al culto della nostra chiesa matrice, ha pensato al convegno come opportunità per comunicare le esperienze acquisite nelle fasi di progettazione e di cantiere, per confrontare le metodologie adottate ed i risultati conseguiti e per recepire ancora indicazioni e proposte in questa fase ultimativa ma non ancora definitiva della ricomposizione. Per gli apporti di conoscenza e di esperienza che verranno offerti in questa sede ringrazio fin d'ora e auguro a tutti un buon lavoro ed un fruttuoso e soddisfacente soggiorno a Venzone.


arch. Franco Bocchieri, soprintendente alle Belle Arti del FVG


Il sei di agosto scorso si è "inaugurato" il restauro compiuto del duomo di Venzone e cioè la ricomposizione di questo insigne monumento che non è soltanto la ricomposizione del duomo, ma è ed era tutto il paese che rinasceva con il suo duomo. Però - come è stato sottolineato in questi brevissimi interventi - è un punto di arrivo. Ci è voluto coraggio e determinazione per arrivare a questo punto ed anche coraggio e determinazione per anticipare al sei di agosto scorso questo evento. In realtà ci sono ancora molti lavori da fare. Poi nel corso di questo convegno ne parleremo senz'altro parlando del progetto e parlando di quello che si è fatto e di quello che si dovrà fare. Parleremo anche di cifre, solo per dare un cenno, per cominciare. Cosa si è speso finora ? Si sono spesi diciotto miliardi, circa, dal '88 - non dal '76 dal momento del terremoto ( e avremo modo di dire anche il perché) - e sono previsti ancora circa tre miliardi per completare l'opera. Ecco, è di questo e su questo punto che, penso, proprio dal convegno dovrà scaturire non soltanto una retrospettiva di tutto quello che si è fatto - l'arch. Cecchi parlando e scrivendo su Epoca poco prima dell'inaugurazione ha detto dell'effetto "moviola" perché il duomo è stato ricomposto andando all'indietro come era e dove era - e allora vediamo che cosa resta da fare. Ecco che l'importante è parlarne oltre a capire cosa si è fatto, per quello che la Soprintendenza ha messo in programma in questi prossimi anni. Sono ancora molte cose [da fare]: c'è da ricomporre anche il Battistero (non è ricomposto), parleremo anche di questo e, quindi, mi auguro che questo di… intanto le pietre, che sono l'immagine, le pietre ricomposte, l'immagine intanto di un popolo e della sua identità e questo è stato il grande successo di questo evento che è un evento singolare, eccezionale. Un intervento per anastilosi come quello che è stato fatto, difficilmente lo troviamo non solo in Italia ma credo nel resto del globo. Quindi è molto importante che noi adesso parliamo di quello che è stato fatto e di cosa faremo. Un ringraziamento a tutti, chiaramente, coloro che hanno partecipato a questo grande evento. I sei agosto se ne è parlato ampiamente e parleremo in questo convegno, mi auguro, anche di tutte le tecniche e del progetto, sia architettonico che statico. Ecco…la Fabbriceria: infatti, in questo contesto dei diciotto miliardi che vi ho detto, ci sono circa trecentonovantasei milioni che sono per la progettazione della Fabbriceria. Quindi una minima spesa nell'insieme del lavoro. Quindi auguro buon lavoro a tutti e , ripeto, che scaturisca un ampio dibattito con delle tematiche che possano non solo interessare questo edificio ma questo tipo di intervento in generale, quindi in Italia, e anche in Friuli perché ne abbiamo fatti molti altri. Ho avuto la fortuna, in questi quattro anni e mezzo che sono qui, di inaugurare vari edifici - non all'altezza del Duomo di Venzone - ma anche lo stesso Palazzo del Patriarcato (rivolgendosi a un collaboratore: "Era aprile?") E' stato un grande evento anche per il Tiepolo di cui ricorre il 250°. Quindi, il primo edificio (ero appena arrivato nel maggio del '91) - la [Chiesa ] Parrocchiale di Osoppo era stata inaugurata; e quindi ho avuto questa fortuna, ripeto, di poterla inaugurare; anche quella è stata ricomposta con metodo scientifico. Era un edificio di minore importanza, però anche quello è stato ricomposto e parlerei di ricomposizione e non di ricostruzione; e da lì è stato un seguire ininterrotto di questi eventi: Billerio, Bueriis, Manzano, l'Abbazia di Rosazzo e via dicendo. Credo, per un Soprintendente, queste siano grandi soddisfazioni e ciò grazie anche naturalmente ai miei predecessori che hanno portato a questo livello di poter permettere ai successori e naturalmente alle maestranze ed alla direzione dei lavori di arrivare a parlare di questo perché se non ci fossero stati gli altri, noi non potremmo ora fare quello che stiamo facendo. Quindi auguro a tutti un buon lavoro.