mercoledì, 23 gennaio 2008
E s p r e s s i o n i   d e l   S I



in the wind





























ANTONIO (delirante): Oh! felicità, felicità, ho visto nascere la vita, ho visto cominciare il moto! Il sangue delle mie vene batte così forte che sta per romperle. Vorrei volare, nuotare, abbaiare, muggire, urlare! Vorrei avere le ali, un guscio, una scorza, soffiare del fumo, avere una proboscide, torcere il mio corpo, dividermi dappertutto, essere in tutto, diffondermi con gli odori, crescere come le piante, scorrere come l'acqua, vibrare come il suono, splendere come la luce, nascondermi in tutte le forme, penetrare ogni atomo, scendere fino in fondo alla materia - essere la materia!
Finalmente appare il giorno; e come cortine d'un tabernacolo che vengono alzate, nuvole d'oro, avvolgendosi in larghe volute, scoprono il cielo.
In mezzo, nel cerchio del sole, risplende il volto di Gesù Cristo.
Antonio si fa il segno della croce e si rimette a pregare.

[Flaubert - La tentazione di Sant'Antonio]












dove?

postato da: elio_c alle ore 17:11 | Permalink |
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mercoledì, 13 febbraio 2008

L A   F O R Z A   D E L L A   S P E C I E








postato da: elio_c alle ore 20:31 | Permalink |
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lunedì, 10 marzo 2008

The Naked Lunch

(ispirato dalla rilettura [in corso] de LA SOCIETA' DELLA MENTE, di Marvin Minsky - Minsky è un amico d'infanzia del critico della Yale University, Harold Bloom, che si è riferito a lui come al "Sinistro Marvin Minsky" [wikipedia] )

Questo mio discorso è forse antireligioso, ma non credo sia un bene per voi credere che la vostra mente vi è stata donata. Perché i doni sono gratuiti. Mentre voi vi siete guadagnati la mente con un duro lavoro. Quando dico voi, non intendo dire Lei, Lei oppure Lei personalmente ma voglio dire tutti gli animali, tutti noi e tutti gli animali che sono venuti prima di noi. Per un lungo periodo di tempo, sviluppando i geni, io accumulo tragedie, lavoro, avventure, cancri dolorosi, incidenti, sacrifici e questo processo è chiamato evoluzione. Ho iniziato a scrivere sulla lavagna questo numero. Vedete il mio numero? È il numero più grande che abbiate visto questa settimana. Questo è il numero degli animali che sono morti, che hanno vissuto e che sono morti, nell’esperimento che ha prodotto il vostro cervello. [da qui]

Ma perché un grande umanista come Bloom considera Minsky "sinistro"?

Verso la fine di CONSCIOUSNESS EXPLAINED, Daniel C.Dennett, riporta nell'intestazione di un paragrafo intitolato "the umbearable lightness of being", proprio un frammento tratto da "La società della mente":


Whatever happens, where or when, we're prone to wonder who or what's responsible. This leads us to discover explanations that we might not otherwise imagine, and that helps us predict and control not only what happens in the world, but also what happens in our minds. But what if those same tendencies should lead us to image things and causes that do not exists? Then we'll invent false gods and superstitions and see their hand in every chance coincidence. Indeed, perhaps that strange word "I" - as used in "I just had a good idea" - reflects the selfsame tendency. If you're compelled to find some cause that causes everything you do - why, then, that something needs a name. You call it "me". I call it "you".

Poi Dennett ricapitola: A self, according to my theory, is not any old mathematical point, but an abstraction defined by the myriads of attributions and interpretations (including self-attributions and self-interpretations) that have composed the biography of the living body whose Center of Narrative Gravity it is. As such, it plays a singularly important role in the ongoing cognitive economy of that living body, because, of all the things in the environment an active body must make mental models of, none is more crucial than the model the agent has of itself. [..]

Otto returns: The trouble with centers of gravity is that they aren't real: they're theorists' fictions.

That's not the trouble with centers of gravity; it's their glory. They are magnificient fictions, fictions anyone would be proud to have created. And the fictional characters of literature are even more wonderful. Think of Ishmael, in Moby-Dick. "Call me Ishmael" is the way the text opens, and we oblige. We don't call the text Ishmael, and we don't call Melville Ishmael. Who or what do we call Ishmael? We call Ishmael Ishmael, the wonderful fictional character to be found in the pages of Moby-Dick.






postato da: elio_c alle ore 07:54 | Permalink |
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sabato, 22 marzo 2008

by Emilio (ne ho ritagliato la parte che mi serve)

Vuoi il sogno
insegui il sogno
non ha spazio
il sogno dentro le pareti
il suo respiro muore
Ma gli occhi
vivi gli occhi dentro non
potranno mai tacere


by C.
postato da: elio_c alle ore 11:57 | Permalink |
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lunedì, 24 marzo 2008




Nelle rêveries di un amante, di un essere che sogna un altro essere, l'anima del sognatore acquista profondità fantasticando l'anima dell'essere sognato. La rêverie di comunione non è una filosofia della comunicazione delle coscienze. Significa vivere attraverso un doppio, animandosi in una dialettica intima tra animus e anima. I concetti di raddoppiamento e sdoppiamento cambiano la loro funzione. Idealizzando l'essere amato, raddoppiamo il nostro essere, ma allo stesso tempo lo sdoppiamo nelle due potenze di animus e anima. [Gaston Bachelard - la poetica della rêverie]



 












 
 

















Lay beside me, tell me what they've done
Speak the words I wanna hear, to make my demons run
The door is locked now, but it's open if you're true
If you can understand the me, than I can understand the you
...

[words / video]




postato da: elio_c alle ore 09:25 | Permalink |
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lunedì, 21 aprile 2008

sognare, dormire .. morire


Nei due modi possibili di raffigurare il mondo, nella storia e nella natura, nella fisiognomica di ogni divenire e nel sistema di ogni divenuto predominano dunque, rispettivamente, il destino e la causalità. La differenza è la stessa che corre fra un sentimento vissuto e una tecnica di conoscenza. Ognuno di quei modi è il punto di partenza di un mondo completo e in sé conchiuso, non dell'unico mondo. Ma a base del divenuto stando il divenire, a base della conoscenza in funzione di causa ed effetto starà il sentimento interno, certo di un destino. La causalità è, per così dire, un destino divenuto, reso inorganico, fissato nelle forme dell'intelletto. [..] Ma la causalità non ha nulla a che fare con il tempo. A un mondo di kantiani, che non sanno quanto siano tali, oggi ciò può sembrare un paradosso. Tuttavia in ogni forma della fisica occidentale si può essenzialmente distinguere il <<come>> dal <<quando>> e dal <<per quanto tempo>>. Per poco che si guardi profondo appare che il nesso causale è rigorosamente ristretto al mero fatto che qualcosa accada, senza riguardo a quando esso accada. L' <<effetto>> deve essere necessariamente posto con la <<causa>> [Spengler]


Maxwell studiò il problema. Scrisse le equazioni formali delle relazioni tra le variabili a ogni momento successivo del circuito, e si accorse, come già si erano accorti gli ingegneri, che la soluzione del problema non stava nella combinazione di questo sistema di equazioni. Alla fine scoprì che l'errore degli ingegneri era di non considerare il "tempo". Ogni sistema dato incorpora certe relazioni con il tempo, ossia è caratterizzato da costanti di tempo determinate dalla data "totalità". Queste costanti non sono determinate dalle equazioni della relazione tra le parti successive, ma sono proprietà "emergenti" del sistema [Bateson]



danton

Ed è proprio nel punto di passaggio tra l'esperienza e l'espressione che si colloca l'intervento dei produttori professionali di discorsi; è qui che si stabiliscono i rapporti tra gli esperti e i profani, i significanti e i significati: i dominati che si affidano completamente alla coscienza, cioé al linguaggio, sono in balia dei discorsi che vengono loro proposti e rischiano di non sottrarsi alla doxa se non per ricadere nell'allodoxia, in tutte le forme di falsa coscienza, favorite dal discorso dominante: in balia, nel migliore dei casi, dei loro portavoce, a cui compete il compito di fornir loro gli strumenti per riappropriarsi della loro esperienza. La sostanziale indeterminazione del rapporto tra l'esperienza e l'espressione aumenta ulteriormente, per l'effetto di una imposizione di legittimità e di censura esercitato dall'uso dominante del linguaggio (tacitamente riconosciuto persino dai portavoce dei dominati) come il modo legittimo di esprimere l'opinione politica. Il linguaggio dominante distrugge, screditandolo, il discorso politico spontaneo dei dominati: non lascia loro nient'altro che il silenzio o un linguaggio preso a prestito, la cui logica non è quella dell'uso popolare, senza per questo essere quella dell'uso colto; linguaggio squilibrato, in cui i "paroloni" servono solo più a sottolineare la dignità dell'intento espressivo, e che, non potendo trasmettere nulla di vero, di reale, di "sentito", espropria chi lo parla di quella stessa esperienza che dovrebbe esprimere. Esso impone il ricorso a dei portavoce, anch'essi condannati al linguaggio dominante - il che è sufficiente ad introdurre una distanza nei confronti dei mandatari e, cosa ancor più grave, nei confronti dei loro problemi e della loro esperienza di questi problemi - o, per lo meno, ad un linguaggio routinizzato e routinizzante che, oltre alle sue funzioni di promemoria e di protezione, costituisce l'unico sistema di difesa per coloro che non sono in grado né di partecipare al gioco, né di "rifiutarne le regole": un linguaggio che gira a vuoto, come una specie di macchina automatica, che produce rosari di formule canoniche e di parole d'ordine, e che espropria ulteriormente i mandatari della loro esperienza [..]
Il carattere irreale delle domande più specificamente politiche dipende anche, soprattutto, dal fatto che esse assumono pienamente il loro senso solo in riferimento ad un campo semantico che non è altro che il campo delle prese di posizione, che corrispondono alle diverse posizioni nel campo di produzione ideologica. Per padroneggiare completamente il senso oggettivamente contenuto, anche nella risposta più sommaria (il sì o il no di un referendum) ad una domanda come: "lei è favorevole o contrario ad una riforma regionale che miri ad istituire delle regioni dotate di ampi poteri?", bisognerebbe poter attivare quella competenza del tutto specializzata che posseggono i commentatori e gli analisti politici e che consente di padroneggiare il sistema dei possibili, di censire l'insieme delle posizioni politiche pertinenti rispetto al problema, di definire il senso che esse assumono nella strategia interna od esterna dei gruppi politici interessati, e di svelare le poste in gioco che esso comporta per ciascuno di questi gruppi [Bourdieu]






Guardi e l'oggetto si volatilizza, le ragioni evaporano, il colpevole non si trova, l'offesa diventa non offesa ma fato, qualcosa come il mal di denti, di cui nessuno è colpevole.
postato da: elio_c alle ore 16:42 | Permalink |
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sabato, 26 aprile 2008
I N T E R V A L L O



Under der linden
an der heide
dâ unser zweier bette was
dâ mugt ihr vinden
schône beide
gebrochen bluomen unde gras.

postato da: elio_c alle ore 14:49 | Permalink |
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domenica, 04 maggio 2008
I N T E R V A L L O



The dogs on Main Street howl `cause they understand
G C G

If I could take one moment into my hands
Em C G
...


postato da: elio_c alle ore 17:41 | Permalink |
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venerdì, 16 maggio 2008
I N T E R P E N E T R A R E     I L    T E C N O I M P E R O



Animula vagula blandula,
Hospes comesque corporis
Qua nunc abibis in loca
Pallidula, rigida, nudula,
Nec, ut soles, dabis iocos...



>>> Suo zio, Solomon R. Guggenheim é proprietario del Guggenheim Museum di New York. La famiglia Guggennheim aveva costruito la sua fortuna nell'industria di estrazione dell'argento, del rame e dell'acciaio. La famiglia della madre, i Seligman sono invece importanti banchieri americani.

>>> Dai documenti divulgati è infatti risultato che la CIA decise di promuovere l’arte contemporanea nazionale, concordemente con l’intero sistema dei musei, critici, galleristi e vertici politici. La strategia prevedeva che la "Scuola di New York" mettesse fuori gioco Parigi e in generale il Vecchio Continente. Ciò avvenne con i fondi ed il sostegno dei politici coadiuvati dal direttore del MOMA Alfred Barr, attento conoscitore dei mass media, che dopo aver convinto la rivista "Life" a promuovere i pittori d'avanguardia presso il grande pubblico, diede vita ad un poderoso programma d’esportazione delle opere verso l'Europa, con una sovvenzione di 125.000 dollari l’anno per cinque anni..



postato da: elio_c alle ore 17:14 | Permalink |
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domenica, 18 maggio 2008



LA SFINGE (immobile, guardando la Chimera): Fermati, Chimera!
LA CHIMERA: No, mai!
LA SFINGE: Non correre tanto veloce, non volare così in alto, non urlare così forte!
LA CHIMERA: Non chiamarmi più, non chiamarmi più, tu che stai sempre muta!
LA SFINGE: Cessa di gettarmi le tue fiamme sul volto, e di urlare alle mie orecchie; non fonderai la mia pietra!
LA CHIMERA: Non mi afferrerai, terribile Sfinge!
LA SFINGE: Per stare con me, sei troppo folle!
LA CHIMERA: Per seguirmi, sei troppo pesante!
LA SFINGE: Dove vai, dunque, che corri così veloce?
LA CHIMERA: Galoppo nei corridoi del labirinto, mi libro sui monti, sfioro le onde, gemo in fondo ai precipizi, mi afferro con la bocca all'orlo delle nuvole; trascinando la coda, solco le spiagge, e le colline si sono curvate secondo la forma delle mie spalle. Ma tu, sempre immobile ti vedo, o intenta a disegnare con gli artigli alfabeti sulla sabbia.
LA SFINGE: Conservo il mio segreto! Io medito e misuro.


visioni di deserto


too much suffering allowed in this world

NI - P&S - DB - ldm - ldm2
postato da: elio_c alle ore 19:01 | Permalink |
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domenica, 08 giugno 2008
postato da: elio_c alle ore 10:40 | Permalink |
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martedì, 10 giugno 2008
postato da: elio_c alle ore 17:32 | Permalink |
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venerdì, 13 giugno 2008


S P A Z I O   D E I   P O S S I B I L I



G I O R N I



G E O M E T R Y   O F   H E A V E N



postato da: elio_c alle ore 17:57 | Permalink |
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mercoledì, 18 giugno 2008


The crystal ship is being filled
A thousand girls, a thousand thrills
A million ways to spend your time
When we get back, I'll drop a line






For the ones who had a notion,
A notion deep inside,
That it ain't no sin to be glad you're alive.



postato da: elio_c alle ore 19:10 | Permalink |
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venerdì, 20 giugno 2008



Negare la successione temporale, negare l'io, negare l'universo astronomico, sono disperazioni apparenti e consolazioni segrete. Il nostro destino (a differenza dell'inferno di Swedenborg e dell'inferno della mitologia tibetana) non è spaventoso perché irreale; è spaventoso perché è irreversibile e di ferro. Il tempo è la sostanza di cui son fatto. Il tempo è un fiume che mi trascina, ma io sono il fiume; è una tigre che mi sbrana, ma io sono la tigre; è un fuoco che mi divora, ma io sono il fuoco. Il mondo, disgraziatamente, è reale; io, disgraziatamente, sono .... [Borges, I 1088]

reale



e danzerai sopra una stella marina, e danzerai colpendo al cuore la luna ...
postato da: elio_c alle ore 18:05 | Permalink |
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lunedì, 23 giugno 2008


penetrare ogni atomo, scendere fino in fondo alla materia - essere la materia!



[da qui] Cercai invano la ragione della mia insoddisfazione fino al giorno in cui, alla facoltà di Dijon, sentii per caso in un corridoio uno studente che parlava del mio universo pastorizzato. Fu un' illuminazione per me; si trattava dunque di questo: un uomo non può essere felice in un mondo sterilizzato, dovevo al più presto far pullulare e brulicare i microbi nel mio mondo, per riportarvi la vita. Così corsi ai poeti e mi misi alla scuola dell'immaginazione. Dalla cattedra e nel laboratorio il pensiero percorre faticosamente la geometrica trama dei concetti, respingendo la seduzione delle immagini e superando con le lenti l'imperfezione dell'occhio, l'imperfezione del mondo soltanto veduto. Ma la sera, accanto al fuoco, vivo coi poeti nel cosmo grande e bello delle immagini. Qui, come una volta scrisse Jaspers, "ogni essere sembra in sé rotondo", perché le cose dimorano in quieta, regale intimità non appena il pensatore si toglie gli occhiali e diventa spettatore dei suoi sogni. Oppure, l'altra immagine di Rodin che vi è tanto piaciuta: "ogni essere non è che il limite della fiamma che lo abita" - non è questa cosmologia ignea un paradiso per la fantasia? Ecco che il mondo è un concerto di desideri, perché il fuoco saetta inappagato fino al cielo come l'amore, e in ogni cosa l'anima è volatile speranza. Rotonde come il riposo, fiammeggianti come lo slancio vitale, le cose parlano il linguaggio dell'anima e in questo cosmo si può abitare felici, riconoscendo al sogno ed alla notte i loro diritti.




We have a lot of mathematical equations describing the behavior of matter, but we don’t really know anything more about its intrinsic nature. The only other clue that we have about its intrinsic nature, in fact, is that when you arrange it in the way that it is arranged in things like brains, you get consciousness [da qui]

Questa materia dunque … nelle componenti più piccole che riusciamo a individuare è semplicemente meravigliosa: continuamente attiva, indocile, sfugge attraverso pertugi sempre più fini alla possente rete di equazioni matematiche che predisponiamo per catturarla, ci costringe a curvare lo spazio euclideo, a moltiplicare le dimensioni, ad inoltrarci in aspri mondi di entità matematiche totalmente irrapportabili ai nostri sensi macroscopici. Eppure è una materia in grado di sostenere un cosmo, di costruirlo, attraverso il corso di immani quantità di tempo. Se non vi fosse la vita, non sarebbe certo riscontrabile alcun "male" nella violenza di stelle che esplodono, o di galassie che collidono, così come pare ovvio che nessuno possa essersi fatto del male nel corso del "Big Bang", questo immane inizio che ci assicurano avere avuto luogo. Dove inizia allora il male? Già con l'agitarsi delle macromolecole? Con i primi organismi viventi? Mi sembra difficile pensare che un batterio che viene inoculato da un fago, nonostante l'impressionante apparenza simbolica della faccenda, possa realmente "soffrire" la propria distruzione, così come mi è difficile pensare che possa "soffrire" la morte una nostra cellula epiteliale: si tratta soltanto di meravigliosi e complessissimi (almeno rispetto a quelli che possiamo costruire noi) robot miniaturizzati, quindi delle strutturazioni totalmente incoscienti.
Eppure sentiamo che, ad un certo punto della catena ascendente della complessità strutturale, il dolore deve in qualche modo entrare, forse gradualmente, in scena: e possiamo davvero avvertire troppo dolore nella continua distruzione che animali, spesso dai sensi spiccati quanto e più dei nostri, subiscono nei fatali ingranaggi dei meccanismi naturali. Eppure capiamo bene che questo dolore è necessario al funzionamento di quella stessa catena ascendente, che chiamiamo evoluzione, o per lo meno ad un suo lungo e necessario stadio: la differenziazione dal batterio incosciente costa davvero cara. Dolore e morte - l'esplorazione perpetua, da parte di ogni "creatura", di ogni spazio del  proprio possibile, fino ad incontrare il limite fatale della sventura - appaiono quindi del tutto necessari e fondamentali, anche se la morte non sembra tanto terribile quando applicata ad animali privi di autocoscienza, che conosceranno quindi il dolore ma ai quali sembra almeno venire risparmiata l'angoscia correlata alla coscienza del dover morire.
Vogliamo allora contestare a Dio, o alla Natura, di avere allestito un meccanismo troppo sanguinario e crudele? [btw: l'obiezione che rivolgo a coloro che credono pacificamente in entità spirituali autocoscienti è fondamentalmente estetica: allora a che pro questa dolorosissima "emulazione" attraverso la materia?] Facciamolo pure, non credo che nessuno si risentirà per questo. Pensa un po': possiamo sentirci persino più buoni della misteriosa entità che ha allestito la possibilità stessa di questo sistema di cose: se io fossi un Dio onnipotente, porrei magari un tetto alla sofferenza sperimentabile, facendola miracolosamente diventare "illusoria" almeno nelle sue manifestazioni più estreme. Esteticamente, una tale misura potrebbe sembrare il debosciato anacquamento di un vino robusto, che spiriti forti apprezzerebbero invece tutto intero. Chiaramente essa appare come una soluzione "umana",  tenera, infantile, posticcia, arzigogolata. Certo non la si può neppure escludere, così come non si può escludere la (più canonica) riparazione meticolosa, nell'aldilà, dei torti subiti di quà: quello che si pone così chiaramente aldilà della nostra portata lo possiamo in fondo colmare a nostro piacere, con dolci favole infantili oppure con aspre ed austere teorie adulte: tutto sembra mostrare la stessa fondamentale implausibilità. Ma anche un universo crudele rimane dannatamente bello.


postato da: elio_c alle ore 10:40 | Permalink |
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sabato, 28 giugno 2008
postato da: elio_c alle ore 18:54 | Permalink |
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martedì, 01 luglio 2008

[ zoom+ ]

postato da: elio_c alle ore 17:02 | Permalink |
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mercoledì, 09 luglio 2008

L A   B U O N A   N O T T E
postato da: elio_c alle ore 19:55 | Permalink |
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giovedì, 10 luglio 2008


La morte (o la sua allusione) rende preziosi e patetici gli uomini. Questi commuovono per la loro condizione di fantasmi; ogni atto che compiono può essere l'ultimo; non c'è volto che non sia sul punto di cancellarsi come il volto di un sogno. Tutto, tra i mortali, ha il valore dell'irrecuperabile e del casuale.
[da Borges - L'immortale]

stelutis alpinis > [ma cantata così!]

la stelute di vuê (sul Sernio)


postato da: elio_c alle ore 20:33 | Permalink |
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domenica, 13 luglio 2008

tempo

vita

bellezza

da capire ... nel silenzio

tempo

strumenti


postato da: elio_c alle ore 08:14 | Permalink |
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giovedì, 17 luglio 2008


Stringimi a te, notte dal nudo petto - tienimi stretto,
magnetica notte nutrice!
Notte dei venti del sud - notte di poche grandi stelle!
Tranquilla notte che fai cenni - oh nuda e folle notte d'estate.

Sorridi o terra voluttuosa dall'alito fresco!
Terra dei liquidi alberi assonnati!
Terra del dileguato tramonto - terra dei monti coronati di nebbie!
Terra del vitreo sgorgare del plenilunio appena tinto d'azzurro!
Terra di buio e di fulgori che screziano il corso del fiume!
Terra dei chiari grigi delle nuvole, più luminose e
trasparenti per il mio godimento!
Terra che ti stendi in ampia curva - terra ricca di meli fioriti!
Sorridi, arriva il tuo amante.

Prodiga, mi hai dato amore - per questo io ti do amore!
Oh inenarrabile appassionato amore.

[da W.Whitman - Foglie d'erba]

postato da: elio_c alle ore 21:02 | Permalink |
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giovedì, 24 luglio 2008


Die Zauberflöte



la notte è fonda, più fonda di quanto pensi il giorno
















Papel de plata quisiera
plumita de oro tuviera
para escribir una carta
a mi negra más querida
Ay, palomita,
ay, corazoncito,
hasta cuándo estaré
yo sufriendo.





An altar is any structure upon which sacrifices or other offerings are made for religious purposes, or some other sacred place where ceremonies take place.

postato da: elio_c alle ore 21:27 | Permalink |
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