Lo studente Doko andò da un maestro Zen e disse: "Sto cercando la verità. In quale stato mentale devo esercitarmi per trovarla?"
Disse il maestro: "Non esiste la mente, per cui non puoi metterla in alcuno stato. Non esiste la verità, per cui non puoi esercitarti per essa".
"Se non c'è mente da esercitare, né verità da trovare, perché questi monaci si riuniscono ogni giorno davanti a te per studiare lo Zen ed esercitarsi a questo studio?"
"Ma io qui non ho un palmo di spazio," disse il maestro "come possono i monaci riunirsi? Io non ho lingua; come posso chiamarli a raccolta e insegnar loro?".
"Oh, come puoi mentire così?" chiese Doko.
"Ma se non ho lingua per parlare agli altri, come posso mentire a te?" chiese il maestro.
Doko disse allora tristemente: "Non riesco a seguirti. Non riesco a capirti".
"Io non riesco a capire me stesso" disse il maestro.
[da Hoftstadter - Goedel, Escher, Bach: un'Eterna Ghirlanda Brillante]
[*]
h a n d l e w i t h c a r e
ut
bibere in somnis sitiens quom quaerit et umor non datur, ardorem qui membris stinguere
possit, sed laticum simulacra petit frustraque laborat in medioque sitit torrenti
flumine potans, sic in amore Venus simulacris ludit amantis, nec satiare queunt
spectando corpora coram nec manibus quicquam teneris abradere membris possunt errantes incerti corpore toto. denique cum membris conlatis flore fruuntur aetatis, iam cum praesagit gaudia corpus atque in eost Venus ut muliebria conserat arva, adfigunt avide corpus iunguntque salivas oris et inspirant pressantes dentibus ora, ne quiquam, quoniam nihil inde abradere possunt nec penetrare et abire in corpus corpore toto