giovedì, 11 giugno 2009



Lo studente Doko andò da un maestro Zen e disse: "Sto cercando la verità. In quale stato mentale devo esercitarmi per trovarla?"
Disse il maestro: "Non esiste la mente, per cui non puoi metterla in alcuno stato. Non esiste la verità, per cui non puoi esercitarti per essa".
"Se non c'è mente da esercitare, né verità da trovare, perché questi monaci si riuniscono ogni giorno davanti a te per studiare lo Zen ed esercitarsi a questo studio?"
"Ma io qui non ho un palmo di spazio," disse il maestro "come possono i monaci riunirsi? Io non ho lingua; come posso chiamarli a raccolta e insegnar loro?".
"Oh, come puoi mentire così?" chiese Doko.
"Ma se non ho lingua per parlare agli altri, come posso mentire a te?" chiese il maestro.
Doko disse allora tristemente: "Non riesco a seguirti. Non riesco a capirti".
"Io non riesco a capire me stesso" disse il maestro.

[da Hoftstadter - Goedel, Escher, Bach: un'Eterna Ghirlanda Brillante]


 
 
 
 
 
 
 
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h a n d l e   w i t h   c a r e









Postato da: elio_c a 21:02 | link | commenti (29)


Commenti
#1   12 Giugno 2009 - 06:28
 
una radice che mi ricorda un cavalluccio marino :-)
Ciao Elio, buona giornata...
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#2   12 Giugno 2009 - 06:58
 
Buongiorno Carla. Si tratta di un frattale, non mi ricordo neppure con che programma l'ho generato (diversi anni fa). L'avevo salvato per un certo senso di equilibrio (con connotazione "zen") che mi ispirava..
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#3   12 Giugno 2009 - 22:31
 

Streben nach unendlicher...
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#4   12 Giugno 2009 - 22:43
 
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#5   13 Giugno 2009 - 00:22
 
Mi fa pensare a una crepa aperta nella terra da un sisma.
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#6   13 Giugno 2009 - 10:38
 
che mare scintillante...

Buon week end, amici cari :-)
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#7   13 Giugno 2009 - 13:43
 
insisto!
a me fa pensare alle radici!
(:-)))))

Francesco, ma quale sisma...suvvia, non scherziamo.
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#8   13 Giugno 2009 - 19:18
 
Le radici certo, ma anche una crepa sismica, se vogliamo. In entrambi i casi non esattamente, come per stelle marine, cavallucci, draghi etc. C'è qualcosa di biologico, e quindi molto familiare, e qualcosa di profondamente alieno, che nega tale familiarità. Una dualità che in fondo riscopriamo ovunque.
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#9   14 Giugno 2009 - 08:56
 
Che poi, volendo, si può anche esplicitare che cos’ha di alieno il frattale: la dimensione irreale della idealità matematica, l’insistere della formula oltre ogni limite ragionevole, dentro uno spazio che gli offre sempre nuovi anfratti equivalenti (ancorché infinitesimi) di ramificazione. Le forme richiamate dal frammento filmato sono invece “ragionevoli”: vi è frattalità nella montagna (per questo si possono usare le insistite ma semplici iterazioni del frattale per simularne una in fretta, saltando alcuni milioni d’anni di massiccia elaborazione parallela) perché i segni sulle più minuscole roccette richiamano quelli incisi nei grandi lineamenti, e però questi livelli hanno un limite, perché lo spazio fisico ha dei limiti incoercibili: si curva su se stesso alle scale più grandi, ribolle di stranezze quantistiche in quelle più piccole. Nel mezzo, in alcune oasi fortunate, può formarsi quel tranquillo spazio euclideo che ci sembra di abitare. Per questo le forme delle montagne, per quanto talvolta orride o sublimi, ti danno (forse aiutate dalle fatiche che esse ti impongono per rivelarsi davvero) un senso di pace e sostanziale complicità con il creato, mentre all’opposto il nastro infinito di una macchina di Turing, capace di escogitare limiti alla potenza stessa di Dio, probabilmente ti inclina verso la pazzia. La montagna ti avverte costantemente del suo poterti uccidere: una scivolata, un fulmine, una scarica di sassi, ma al tempo stesso ti dice come la tua morte, così come la grazia con la quale normalmente riesci ad evitarla, faccia parte di quel misteriosissimo disegno che ti concede questa breve esperienza, ma che evidentemente non è centrato su di te, rendendo ridicola, in un senso molto "fisico", l’idea di un inferno eterno approntato per tue eventuali colpe, o quella di poter procurare un qualche piacere al “Dio” implicitamente “puntato” da una qualche formulazione storica di fede, gettando nel calderone grottesco del gioco sociale l’espressione del tuo “tifo” interessato.
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#10   14 Giugno 2009 - 21:19
 
il frattale è alieno anche perché contiene l’infinito…. nuvole e montagne nella loro interezza possono vedersi come approssimazioni di enormi frattali tridimensionali!
E’ alieno ma è una delle forme geometriche più vicine alla realtà: dalla coste marine, ai fulmini, ai nostri polmoni, ai rami degli alberi…

C’è un bellissimo post di Saramago sui frattali: http://quadernodisaramago.wordpress.com/?s=frattale

(GEB, è uno dei miei libri preferiti)

ciao!

fem
utente anonimo

#11   14 Giugno 2009 - 21:44
 
Ciao fem cara, grazie dell'indicazione :)
soltanto un appunto: direi che il rapporto di approssimazione andrebbe invertito: è sui parametri di generazione dei frattali che andiamo a manovrare per raggiungere un buon grado di somiglianza con le forme naturali. Inoltre ogni frattale concretamente rappresentato è soltanto una poverissima approssimazione di qualcosa che considerato nella sua piena "idealità" risulterebbe mostruoso (come l'inesauribile architettura dei numeri primi). Per fortuna son cose che non esistono :)
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#12   14 Giugno 2009 - 22:45
 
Le montagne ,di solito(la loro vista,meglio...) non mi danno sensazioni piacevoli,ma quelle dipinte(dal Giorgione,ad esempio) mi sembrano a volte meno dure e quasi dolci, più di quelle "reali".Queste ultime,specie le dolomiti, mi danno un'idea di fatica,levatacce all'alba,aggressività,superimpegno,durezza,inaffidabilità(crepacci,buche,appigli che si staccano,etc).A volte le trovo eccitanti eroticamente...tutto quel blu cobalto,od azzurri intensi...sfumati o crudi a seconda della distanza e del tipo di clima...ma non è comunque una bella sensazione.
Non vedo al momento possibili riferimenti teologici riguardo alla vista delle montagne.Certo pensare che tutto quel che si vede esista,o che tutto quel che esiste si veda,mi sembra assodato che è una utopia.Quindi parliamo di"vista" delle montagne ,più che di una loro effettiva esistenza,così come per tutto il resto;siete d'accordo?
Vi dirò che di solito non le guardo; mi comunicano tutto ciò che non vorrei vedere ,e mi dà un'idea di conformismo mostrare di amare troppo la montagna.Non mi comunicano comunque affatto panica esaltazione, o un senso di ammirazione, o grandezza,o concetti filosofici,a prima vista .Materialità e grettezza/rudezza,anzi.L'espressione più evidente del tangibile e del prosaico.La loro vista mi irrita perchè mi fa pensare a una fatica immensa,quella per raggiungerne le cime...ma amo a tratti come Dino Buzzati ne parla nei suoi racconti,e come certi pittori le dipingono.Teologicamente l'immagine della montagna non simbolizza nè dimostra nulla,per me.Autori e pittori a parte,sulla montagna ,vista come entità,simbolo,dimensione di vita,sfida,amica,nemica,depositaria di misteri e segreti,etc,c'è una retorica da far paura.Trovo sia così.
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#13   14 Giugno 2009 - 22:47
 
Pardon:"Dolomiti" va maiuscolo,presumo.
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#14   14 Giugno 2009 - 22:49
 
già, sì, sì! Sono solo alcuni matematici puri che pensano che la realtà sia una approssimazione della matematica! Io non sono fra quei platonici :-) e non penso come loro che quel mondo esista (e come ben dici tu: per fortuna!). Sto appunto leggendo "L'enigma dei numeri primi" dove si afferma la realtà del mondo matematico... mah! Io mi riconosco piuttosto fra i costruttivisti, che dicono che la matematica è una costruzione della nostra mente (e si ritrova in natura perchè la nostra mente fa parte anch'essa della natura).

a questo punto al maestro Zen scapperebbe uno sbadiglio, no? :-)

fem
utente anonimo

#15   14 Giugno 2009 - 23:04
 
a proposito di Dolomiti… quest’anno purtroppo non ci potrò andare e sarà per me una sofferenza. La montagna mi ha sempre sopraffatta, forse perché è regno minerale puro ed è immenso. Non penso si tratti di retorica ma di oggettivo confronto dimensionale. Di spazi che contengono aria e di profondità che si manifestano con altezze e larghezze. Insomma, per me è una specie di dipendenza. Mi ricordo che quando ero ragazzina, alla fine di una camminata mi ero messa a fissare una roccia in ipnosi totale e davanti c’erano delle mucche. E’ passato un amico di mio padre e ha commentato "t’amo pio bove" :-))
amati sassi…

buona notte a tutti!

fem
utente anonimo

#16   14 Giugno 2009 - 23:11
 
@fem
forse uno sbadiglio di stanchezza per l'ora tarda, ma non di noia perché questo tema ontologico lo trovo intrigantissimo :)

@Francesco Grazie delle osservazioni, come sempre stimolanti. Concordo sul carico di retorica ma quella dobbiamo imparare a schivarla in tutte le situazioni, mica possiamo rinunciare all'amore romantico per fare un dispetto ai baci Perugina.. mhm l'analogia è bislacca ma è appunto ora che vada a letto :)

riprenderemo ogni discorso

per intanto mi annoto una canzonetta commerciale (sentita alla radio) che tuttavia contiene qualcosa di misteriosamente attraente per il mio orecchio Jai Ho.. e nemmeno l'occhio si trova male, a dire il vero :)
Notte!
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#17   15 Giugno 2009 - 21:54
 
Addio, monti sorgenti dall'acque, ed elevati al cielo; cime inuguali, note a chi è cresciuto tra voi, e impresse nella sua mente, non meno che lo sia l'aspetto dè suoi più familiari...

Alessandro Manzoni ne: I promessi sposi

Notte!*
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#18   15 Giugno 2009 - 22:56
 
Buona notte Carla *
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#19   15 Giugno 2009 - 23:11
 
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#20   16 Giugno 2009 - 14:24
 
questa volta il disegno me lo spieghi tu...
(Prof):-)))
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#21   16 Giugno 2009 - 17:58
 
Oh ma perché spiegare? Vai con la libera associazione, mia cara ;)

Che giornatina oggi.. una lite coi fiocchi in ufficio: occhi tirati, mascelle tese, parole taglienti prima sibilate e infine urlate.. un "franco scambio di opinioni" direbbe la diplomazia, ma alla fine trovo queste esperienze tonificanti: è bene che certe cose vengano dette, che dopo si è tutti più sereni perché consapevoli.

Mio figlio mi telefona indignandosi della maniera a suo dire anomala (un fax in una busta aperta..aperta! pensate!!) con la quale sono infine giunti a casa i suoi risultati scolastici (di seconda liceo). Che fosse stato bocciato pareva un dettaglio di scarso rilievo.

E domani togliamo il dente..trallallero trallalà :)
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#22   16 Giugno 2009 - 21:39
 
Curioso...non riuscirei a veder Elio litigare,o perlomeno non nei termini che ha detto.
Il ponte allora dovrò farlo anch'io,perchè quando ho tolto il molare a mia volta(più di un anno fa) la dentista ha detto che se volevo potevo non fare il ponte, tanto i denti non si sarebbero spostati.
La canzoncina da te suggerita in video l'ho ascoltata in fretta,ma così a occhio mi sembra troppo poco classica per piacermi...l'ascolterò meglio.Nella musica leggera ho gusti classici,direi.
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#23   16 Giugno 2009 - 21:48
 
Adesso vi racconterò una curiosità su un dente.
Ale(un giovanissimo pittore e mio compagno d'Accademia,cui ero molto affezionato)mi sembrava una persona molto profonda; aveva un sorriso larghissimo e molto bianco,con denti grandi e molto ben allineati.Era un sorriso molto personale,un'arcata dentaria stranamente larga,eppure ,direi, molto bello e radioso.
Alessandro-che non sembrava vanesio-un giorno mi disse che un suo incisivo si era cariato ,spezzato o comunque rovinato,e che doveva incapsularlo ,e che comunque non sarebbe stato più brillante come prima,e commentò la cosa dicendo:
"sarà come mi morisse un figlio".
Curioso.
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#24   17 Giugno 2009 - 08:26
 
:-) eh, una frase empaticamente comprensibile..anch'io ho un sentimento molto forte dell'integrità del corpo e una mutilazione o uno stato di malattia permanente temo mi prostrerebbero molto, per questo ne ho parecchia cura (non cosmetica bensì effettiva).

Quanto alla litigiosità, vedi, io curo molto la razionalità e la trasparenza delle situazioni proprio perché conosco la carica esplosiva della mia ira (possiamo chiamarla anche "aggressività difensiva" o anche "istinto di vendetta") che in caso di escalation sciaguratamente alimentata può davvero scardinare ogni freno sociale, codice penale compreso.

Ecco allora che il mio tentare di allontanare la miccia dai possibili inneschi di questa carica può essere scambiato per un carattere razionale e relativamente poco emotivo. Si tratta invece di una maschera sociale il cui fraintendimento talvolta conduce alle situazioni che maggiormente odio: quando la tua gentilezza viene scambiata per debolezza. Il tentativo di sfruttarla conduce il malcapitato ad amare sorprese.
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#25   17 Giugno 2009 - 09:14
 
Sulla canzone (oggi ho un po' di tempo da perdere in attesa dell'estrazione) un po' mi ricorda quando facendo per gioco dei versi strani mi ritrovavo il gatto che mi fissava con la testa inclinata, pieno di interesse: sembrava proprio dicesse "oh, che cosa è mai questa?" e tentasse disperatamente di ricordarlo. Così alla radio quel "ja ha oooo" (o quel che è) maschile che sembra liberare la carica abilmente preparata dalla sequenza principale, piacevolmente ritmica, mi ha identificato con il mio gatto: "oh, che cosa è mai questa?", ho pensato, "un richiamo di pastori dell'Arcadia?". Nulla sapevo dell'origine Hindi della canzone.. il video poi non stona affatto, la cantante è carinissima e molto femminile.. quasi un opposto della "virago" Lara Croft, che non mi attrae affatto (tanto per riprendere un tema del blog di Carla) le danze hanno un carattere gioioso e tutto l'insieme mi sembra bello, per quanto la connotazione "commerciale" (aderenza a una certa serie di "standard") sia forte.
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#26   17 Giugno 2009 - 14:26
 
beh, perlomeno l'estrazione è stata veloce e pulita. Adesso che l'anestesia ha finito la sua azione (un'azione davvero totale: che fortune abbiamo oggi!) il buco mi fa un po' male, ma abbastanza poco.. mhm, quando lo sentivo con la lingua quel dente mi sembrava così grande, nella mia mano mi è sembrato un dentino.. né abbastanza bello né abbastanza orrido per proporvelo in fotografia, come pure mi era venuto in mente di fare.. vabbé oggi convalescenziamo, il primo luglio metto il ponte provvisorio, tre mesi dopo quello definitivo.
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#27   17 Giugno 2009 - 15:21
 
meno male che è andato tutto bene e che stai bene, carissimo Elio, conserva il dentino in una scatolina...non buttarlo...è una minuscola parte di te! :-)
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#28   17 Giugno 2009 - 17:13
 
:-)
Considerato che secondo la dentista si trattava di un dente da latte anomalamente sopravvissuto, e considerato i diversi ritmi del ricambio d'atomi nei tessuti del nostro corpo (mi sconvolge un po' apprendere che nel giro di un anno pressoché tutta la materia di cui siamo fatti è cambiata) si tratta probabilmente anche della mia parte più antica! L'inserirò in un teschietto di plastina, per poi contemplarlo declamando l'Amleto :)
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#29   17 Giugno 2009 - 17:14
 
"plastilina", of course.
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Commenti
ut bibere in somnis sitiens quom quaerit et umor non datur, ardorem qui membris stinguere possit, sed laticum simulacra petit frustraque laborat in medioque sitit torrenti flumine potans, sic in amore Venus simulacris ludit amantis, nec satiare queunt spectando corpora coram nec manibus quicquam teneris abradere membris possunt errantes incerti corpore toto. denique cum membris conlatis flore fruuntur aetatis, iam cum praesagit gaudia corpus atque in eost Venus ut muliebria conserat arva, adfigunt avide corpus iunguntque salivas oris et inspirant pressantes dentibus ora, ne quiquam, quoniam nihil inde abradere possunt nec penetrare et abire in corpus corpore toto