
Il sole nella corsa di stamattina mi ha suggerito di non esagerare con le fantasie notturne, tanto dove s'inoltra quella pista ho messo un segno, la ritrovo quando voglio.

Riporto un sogno di stanotte, abbastanza in sintonia con halloween. E' un sogno strano (tutti i miei lo sono) difficile da raccontare. Mi trovavo presso il ponte sul Tagliamento che sta nei pressi del mio paese. Con degli amici, si trattava di discendere assieme il fiume, ciascuno su un proprio gommone nero, una camera d'aria di camion. Il corso d'acqua è limaccioso ma abbastanza tranquillo, suddiviso in canali adiacenti. Gli amici si attardano assurdamente presso una piccola insenatura profonda mentre io discendo più linearmente, a nuoto. E così, quando poi mi raggiungono, dico loro che devo rinunciare, in quanto ho lasciato il mio gommone (o quel che è) lassù presso il ponte, e devo quindi risalire. Un amico mi accusa di essere sempre il solito individualista e decide di seguirmi a riva e nel percorso di risalita, che si svolge lungo una scarpata ferroviaria e poi attraversa, un po' pericolosamente (anzi del tutto surrealmente) un treno. Ma non raggiungo ponte e gommone perché il copione cambia improvvisamente: c'è un tizio che recita ad alta voce la trama del suo film, o il suo programma del momento: sembra riguardi il soprannaturale e fra le cose strane che vengono dette c'è che l'autore, per quanto si sia sforzato, non ha ottenuto da Dio di poter richiamare i suoi genitori dall'inferno, e queste parole vengono illustrate dall'immagine di due persone con la testa incappucciata, sistemate distese, a faccia in giù, tra i detriti di una tenebrosa cantina, con il collo bloccato ai lati da due paletti, immobili. Penso fra me che si tratta di un ben terribile inferno e mi chiedo cos'abbiano mai potuto combinare i due per meritarselo, ma l'autore sta ancora svolgendo il proprio show e con voce alta imperiosamente evoca una sorta di fluttuante figura femminile, dal colore violaceo, che come una ballerina zompa e poi si sospende a mezz'aria come in una dimostrazione di poteri demoniaci. L'autore, sempre a voce alta, le intima allora, come per dare ulteriore prova dei suoi poteri, di declinare le generalità dei presenti, e questa figura incomincia da me, volteggiandomi intorno e dicendo: "questo è Elio Copetti", accarezzandomi lievemente e aggiungendo qualcosa riguardo alla mia "tenerezza". Io avverto la gentilezza di questo atto e la ricambio chiamandola "cara", lei mi sorride avviandosi verso il successivo... ma l'emozione del sogno è tale da risvegliarmi: sono le due di notte, allora mi alzo, vado in bagno, bevo un po' d'acqua, torno a letto e mi riaddormento.
